Giorgio Galli: "All'Italia serve un trauma che risvegli le sue energie migliori: la fine del berlusconismo"di Ignazio DessìLe tensioni all’interno della maggioranza di governo e l’atteggiamento dell’opposizione ripropongono molte considerazioni sul momento politico che l’Italia sta vivendo. L’eventuale intesa tra Fli e Pdl sul cosiddetto Lodo Alfano, e quindi sullo scudo per il premier, garantirà la durata del governo, oppure si andrà comunque ad elezioni anticipate? Fini riuscirà a creare una destra di ispirazione europea all’insegna della legalità? E la sinistra riuscirà a compattarsi in vista dell'appuntamento elettorale? E, inoltre, che sviluppi potrebbe avere lo scenario politico italiano? Ne abbiamo parlato con Giorgio Galli, illustre politologo, già docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Milano, che vede in un trauma capace di smuovere le energie migliori del Paese l’unica possibilità di superare lo stallo che stiamo vivendo.Professor Galli, partiamo dal cosiddetto Lodo Alfano. Cosa ne pensa?
“Prima di tutto non è giusto parlare di Lodo come fanno tutti i giornali ma di legge costituzionale proposta dai berlusconiani e quindi 'non al di sopra delle parti'. Si parla di Lodo come se fossimo davanti a una entità al di sopra di tutto, quando invece si tratta di una normativa proposta da uno schieramento”.
Parliamo di una situazione che in Europa è rapportabile ad altre o di un caso particolare?
“Ci riferiamo a una situazione particolare, anche se spesso si cita come esempio la Francia: lì però si parla del Capo dello Stato".
